The

A look outside the water
by Luisa Scarlata

A-Social Networking. Mille contatti, zero contatto.

A-Social Networking. Mille contatti, zero contatto.

credit: twon

La notizia è fresca ma non certo nuova: chat, social network, sms, e-mail possono generare comportamenti ossessivi, ansia e depressione. Alcuni psicologi americani lo chiamano “co-rumination”, ovvero l’esagerato bisogno, al limite del patologico, di condividere (o “mettere in piazza”) le proprie esperienze.
Il punto però è: una partecipazione di tipo virtuale corrisponde davvero al senso più puro del concetto di condivisione, ovvero di dividere con? In altre parole, se la condivisione presuppone, o meglio dà per scontata, la presenza dell’altro, non è forse una partecipazione falsata quella che avviene costantemente attraverso mezzi che, al contrario, non necessitano affatto della fisicità nello scambio?

Una volta, è vero, c’erano le lettere o il comune telefono. Al di là della maggiore scarsità dei mezzi virtuali rispetto ad oggi, era soprattutto la concezione di questi mezzi ad essere davvero differente. Ovvero la concezione che se ne aveva di “sostituti”. “Ti scrivo perché sei lontano e sono impossibilitata a vederti”. “Ti telefono perché non puoi essere vicina. In altre parole, perché non ho scelta”. Una volta, insomma, tra il vedere (di persona) e il sentire (via telefono o lettera) c’era una bella differenza ed era ovvio che potendo scegliere, tutti avrebbero preferito la prima possibilità. Proprio così: incontrarsi. Che vuol dire sentirsi davvero, guardarsi, persino toccarsi. Ed eccolo il rischio del virtuale, che può far rima con parziale o peggio, con irreale. Rapporti che sembrano più numerosi e più facili da gestire, ma che rischiano di chiuderci in una sfera protettiva che permette di esporsi senza la “fatica” di confrontarsi. (Ci) Siamo e non (ci) siamo, una parte contro il più complesso tutto. Ti concedo solo una voce, solo un pensiero che non è più spontaneo o di getto, ma sempre studiato e calcolato grazie al tempo che regala la distanza.

Senza la presenza non c’è timidezza, scompare la vergogna. Ci si sente più forti, da soli, ma con l’illusione di essere in tanti. Ed ecco che ad essere più a rischio sono gli adolescenti: più fragili e ancora incerti nella costruzione dei rapporti, perciò più esposti al pericolo di compromettere una normale e sana socialità. Giovani che comunicano da una parte all’altra della strada in chat, invece di scendere le scale e incontrarsi a metà strada per fare. Insieme. E poi, accanto e in parallelo, cresce il mondo di myspace, facebook, linkedin: nati con il lodevole intento di ampliare il proprio “parco amici” o di mettere a disposizione del mondo il proprio curriculum per allargare le possibilità lavorative, rischiano anche questi il pericolo di abuso. Avete presente quelle enormi tavolate dove nessuno riesce a comunicare davvero con qualcuno? Ecco, forse è il caso di riscoprire il piacere di una bella cenetta a quattro. Allora sì che è possibile condividere e “assaggiare” davvero qualcosa dell’altro.

Last updated

June 3rd, 2011

Il miracolo dei rosari digitali.

Il miracolo dei rosari digitali.

credit: chingchong

Questo articolo parlerà di religione. Forse. Perché di fronte a certe cose – è bene confessarlo – si rimane onestamente un po’ perplessi. Avete presente il “Santo Rosario?”. Quella “collanina”, in origine di legno, con tutti i pallini e la croce? Quello strumento, insomma, che serve alla meditazione e alla preghiera? Chi di noi non lo ha visto almeno una volta tra le mani delle nostre devote nonne? Ebbene: oggi il rosario, proprio quell’oggetto lì che in origine era di legno con tutti i pallini e la croce e che serve alla meditazione e alla preghiera, è in vendita in svariati formati – udite udite – elettronico digitali. Se state pensando che sia un scherzo (e non ne avreste tutti i torti) avrete incredibilmente modo di ricredervi.

Il rosario elettronico – va detto subito – parla. In poche parole, appunto, fa tutto lui (alla faccia del santo sacrificio che dovrebbe richiedere la preghiera). Lo si accende e – miracolo – l’oggettino tecnologico “innovativo, comodo e portatile” (come decanta la pubblicità) recita tutto il rosario attraverso una voce solista e persino un coro di persone che risponde. Attenzione però: il rosario digitale permette anche, per la felicità dei meno pigri, di rispondere alle Ave Marie come di consueto. Ma non è tutto. Il rosario digitale, una volta acquistato, si materializza munito di vivavoce e cuffie, Memory Card intercambiabile per la recita dei “Misteri del Rosario Mariano” in più lingue (!!!), regolatore del volume e astuccio in stoffa per riporlo. Su richiesta poi, e a seconda delle marche, è possibile anche scegliere i colori e le immagini di design estetico, elementi importantissimi – come tutti sanno – quando si tratta di mettersi a pregare. Sì insomma, come lo volete il vostro rosario elettronico? Vi piace di più blu? Rosso? Con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù o piuttosto con quella del Sacro Cuore di Maria? Sono problemi…

C’è poi chi riesce a rendere l’importantissima scelta ancora più ardua e complicata producendo rosari digitali di ben 3 categorie: quello per così dire standard (vedi sopra, più o meno, per quanto riguarda le caratteristiche); quello “lux”, con musiche in apertura e chiusura e Gloria al Padre cantato e infine persino un’edizione speciale dedicata all’ottantacinquesimo Anniversario dell’Arma Aeronautica Militare. All’interno di quest’ultimo ci si trova, tra le altre cose, anche la Preghiera dell’Aviatore e – se lo si acquista via web – ci si guadagna in omaggio pure il cappellino delle frecce tricolori. Non siete ancora soddisfatti? Sappiate allora che esistono le “cornici oranti” – che non è una parolaccia – ma vuol dire che anche loro, premendo un tasto, tramite un altoparlante, recitano a voce alta (e soprattutto – cosa più importante – al posto vostro) il Santo Rosario e i Misteri Gloriosi.

Insomma d’ora in poi (con buona pace delle nostre nonne che tornavano stremate e senza voce dopo la fatica e la penitenza del rosario) sarà possibile “pregare” pure in metropolitana, con le cuffiette infilate dentro alle orecchie e il proprio rosario digitale che sbrilluccica meglio di un Ipod. Cosa c’entri tutto questo con la religione, il sacrificio e la preghiera rimane quantomeno dubbio. O forse a spiegarcelo è una frase tratta da un piccolo trafiletto apparso sul Times Online: “In the future, all religious duty shall be performed by machines, leaving humanity’s time free for more sinning” – ovvero – “Nel futuro, tutti i doveri religiosi saranno svolti dalle macchine, di modo da lasciare all’umanità più tempo libero per peccare”. Ora sì che abbiamo capito. E amen.

Last updated

March 3rd, 2010

Best gadget of the future.

Best gadget of the future.

credit: -sel

In senso letterale “gadget” è un termine che sta ad indicare un accessorio o, ancor più genericamente, un “aggeggio” tanto curioso e piacevole quanto superfluo. Eppure sui gadget si investono di anno in anno fior di quattrini che puntualmente vengono restituiti con passione da fanatici e adoranti acquirenti che di tali oggetti sembrano non riuscire proprio a fare a meno. Altro che superflui.

Dei gadget esiste addirittura un premio, il “gadget of the year” appunto, stilato da Time.com che anche nel 2008, come tutti gli anni, ha decretato i suoi vincitori. Eccoli qui: in prima posizione l’Optoma Pico PK-101, il più piccolo proiettore al mondo compatibile anche con iPhone e iPod Touch; medaglia d’argento, invece, per il Mitsubishi LaserVue 65-inch HDTV, il primo televisore a tecnologia laser. Infine, sull’ultimo gradino del podio, l’immancabile iPhone 3G, che al di là di premi e classifiche rimane uno degli oggetti più ammirati e desiderati al mondo. E se adesso sappiamo tutto del presente, non possiamo non essere già curiosi di scoprire cosa ci riservano i gadget del futuro. Quanti saranno? E soprattutto a quali non riusciremo proprio a resistere?

Esplorando attraverso il favoloso mondo di internet ci si accorge presto che il numero di gadget presenti e futuri è davvero sterminato. E’ più facile cercare di concentrarsi allora su quelli che più probabilmente faranno “breccia” sulle masse, ma anche questo, tuttavia, è abbastanza soggettivo. Così ecco che non ci resta che individuare i nostri possibili 5 “best of”. Se avremo avuto ragione, lo scopriremo solo tra un po’.

GADGET OF THE FUTURE N. 1. EYEMOVE PC.
L’EyeMove PC è una via di mezzo tra un computer e un proiettore. Il design altamente tecnologico a forma di frisbee consente di appenderlo al muro ma anche di appoggiarlo semplicemente su un ripiano. Tramite il telecomando touch, l’EyeMove PC viene facilmente avviato consentendogli di proiettare film, giochi, documenti e tutto quello che gli viene impartito.
http://www.techeblog.com/index.php/tech-gadget/eyemove-pc

GADGET OF THE FUTURE N. 2. TRANSPARENT TOASTER.
Creato dalla “Inventables”, il Transparent Toaster permette di controllare visivamente la cottura del proprio toast evitando le tante odiate e frequenti “bruciacchiature”. Attraverso un design innovativo che punta sulla trasparenza, il nuovo tostapane tecnologico unisce l’utile al bello e dilettevole.
http://www.inventables.com/Product/ConceptStudio.asp?i=11&t=9

GADGET OF THE FUTURE N. 3. ORIGAMI DVD PLAYER.
L’Origami Dvd Player, per ottimizzare al massimo la possibilità di trasportare apparecchi solitamente ingombranti, utilizza come tecnologia i display ultra-flessibili tecnicamente noti con il nome di “e-Paper”. Quando non è in uso infatti, l’Origami Dvd Player si “accartoccia” su stesso con estrema semplicità, secondo le “leggi” dell’origami. Guardare il vostro dvd preferito dove e quando volete è sempre più facile.
http://inventables.com/Product/ConceptStudio.asp?i=1&t=9

GADGET OF THE FUTURE N. 4. VIDEO GAME URINAL.
Posizionato nelle toilette (degli uomini!) di aeroporti e scuole a scopo educativo (per la serie “imparate a farla in un punto preciso”), il “Video Game Urinal” è dotato di un display che diventa interattivo quando l’orinatoio viene utilizzato (ovvero attraverso la pressione esercitata dal “liquido” espletato). Il gioco include ovviamente anche suoni e immagini.
http://www.yankodesign.com/2006/03/21/on-target-by-marcel-neundorfer/

GADGET OF THE FUTURE N. 5. INTELLIGENT SPOON.
Grazie ad una tecnologia avanzata e ad una serie di sensori che misurano temperatura, acidità, salinità e viscosità, il “cucchiaio intelligente” permette di sapere sempre cosa si sta mangiando. L’Intelligent Spoon è infatti in grado di fornire informazioni precise di qualunque cibo con il quale viene a contatto. Assolutamente perfetto per i maniaci dell’alimentazione o per chi non sa cucinare!
http://blog.makezine.com/archive/2006/04/the-intelligent-spoon.html

Last updated

January 3rd, 2009

New Articles